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Corriere Locride: intervista escusiva a Chiara e Martina.<< Aspettatevi tante sorprese nei prossimi mesi>> News del 09-10-2015

Corriere Locride: intervista escusiva a Chiara e Martina.<< Aspettatevi tante sorprese nei prossimi mesi>>


Chiara e Martina Scarpari, le gemelle di Varapodio, sono pronte per partire alla volta di Sofia, in Bulgaria, dove rappresenteranno l’Italia allo Junior Eurovision Song Contest 2015. Per le giovani cantanti calabresi sono giorni frenetici ed impegnativi fatti di viaggi in giro per il mondo e di studio, stesura e registrazione del brano di Gigi d’Alessio che porteranno il 21 novembre alla kermesse canora europea. In questa intervista le due gemelle 15enni calabresi vincitrici nel programma trasmesso in prime time su Rai Uno, “Ti  lascio una canzone”, lo scorso 19 settembre, ci raccontano la loro esperienza di vita di giovani talenti emergenti tra la freschezza dei sogni fatta di sacrificio, studio e dalla passione, sin da piccoline, per il canto. In Calabria c’è un legame di territorialità molto forte, un grande senso di appartenenza, e Chiara e Martina sono la testimonianza lampante di una Regione che vuole dar voce e dare la possibilità a tutti i giovani talenti di emergere e far conoscere al mondo le tante facce belle della nostra terra.

In tv vi abbiamo spesso viste cantare grandi pezzi fra i più classici, canzoni nate tanti anni prima di voi, i vostri coetanei però cantano soprattutto alti generi come il rap, passando fra un brano degli One Direction e Emma, chi sono i vostri idoli?

Ascoltiamo diversi generi musicali, non abbiamo uno standard rigido. Ci piacciono molti i brani che ci chiedono di cantare, hanno fatto la storia della musica leggera italiana, anche se poi ascoltiamo quasi sempre musica contemporanea, in particolare abbiamo un debole per Christina Aguilera e Marco Mengoni.

Dopo aver concluso la vostra avventura, lo scorso anno, di ‘Ti lascio una canzone’ e dopo aver intrapreso la vostra vera carriera professionale da cantanti con numerosi concerti e premi su tutto il territorio nazionale, avete rappresentato l’Italia alla rassegna musicale internazionale che ogni anno si svolge in Crimea, piazzandovi al secondo posto. Quali sensazioni avete provato nel dover rappresentare il nostro Paese in una manifestazione di così grande reputazione?

Quella è stata senza dubbio l’esperienza più bella che abbiamo fatto finora, abbiamo conosciuto un sacco di gente e ci hanno trattato come dei professionisti. Il pubblico era calorosissimo. Sapevamo di avere una grossa responsabilità perché rappresentavamo la nostra nazione ma abbiamo cercato di non pensarci troppo, è stato un consiglio che ci hanno trasmesso in tanti. Abbiamo pensato alla nostra gara, come sempre, e abbiamo cercato di mettercela tutta. Alla fine diciamo che ha funzionato.

Che rapporto avete con i vostri fan vecchi e nuovi? Il successo vi ha cambiate nel carattere, nel vivere le giornate e ha modificato il rapporto con i vostri compagni di scuola e di strada?

Quando ci dicono che abbiamo dei fan veniamo assalite dall’imbarazzo. Siamo state invase di affetto negli ultimi mesi e questo ci rende felici, vorremmo ricambiare tutte queste attenzioni e quindi cerchiamo sempre di essere disponibili con tutti. Non pensiamo di essere cambiate anche se gli impegni ci hanno sottratto un po’ di tempo che prima passavamo con gli amici, ma loro questo lo sanno e cercano di non dare importanza al fatto che ogni tanto siamo costrette a trascurarli.

Due sabato di fibrillazione per voi: prima la vittoria, poi l’annullamento del televoto e poi la vittoria, quella di sabato scorso (19 settembre ndr), definitiva che vi consente di partecipare allo Junior Eurovision Song Contest 2015, come avete vissuto questi momenti?

Vincere è stato bellissimo, ma dovevamo farlo nel modo più limpido possibile, era giusto che il nostro avversario avesse la sua occasione e non è stato un grosso sacrificio rimetterci in gioco. L’importante per noi è cantare e non poteva essere un problema se ci avevano chiesto di rifarlo. Rivincere però è stato veramente emozionante, una sensazione che non sapremmo descrivere.

Con quale brano gareggerete alla finale della competizione europea del 21 novembre in Bulgaria a Sofia? Come vi state preparando per questa esperienza?

Il brano che porteremo al JESC si intitola “Viva” ed è stato scritto con la collaborazione di Gigi D’Alessio, è un pezzo che parla delle ansie e delle emozioni tipiche della nostra età. In Bulgaria porteremo sicuramente tantissimo entusiasmo, dopo le esperienze in Crimea e Russia sappiamo già che ci divertiremo molto. Non vediamo l’ora di partire.

Chiudiamo l’intervista augurandovi di cuore un futuro pieno di successi e vi chiediamo a di dirci una persona a cui dovete dire il vostro grazie più grande e quali sono stati gli obbiettivi fin qui raggiunti, se avete in programma nuovi album e che progetti avete per il futuro?

Dobbiamo ringraziare soprattutto i nostri genitori, sono sempre loro quelli che si sacrificano di più per venirci dietro. Un ringraziamento dobbiamo farlo anche al nostro maestro Christian Cosentino e al nostro manager Natale Princi, loro ci seguono ovunque e ormai fanno parte della nostra famiglia, sono persone veramente importanti. Per quanto riguarda il nostro futuro non possiamo anticipare nulla, ma sicuramente aspettatevi delle sorprese nei prossimi mesi, adesso pensiamo solo a far bene al JESC.

Un saluto a tutti i lettori del Corriere della Locride e grazie per il sostegno che ci fate sentire sempre.



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